Comunicare con l’architettura

Che ci fa un architetto in un’agenzia di comunicazione e pubblicità?

Questa è la domanda che molti mi hanno posto quando sono entrata in Kubeitalia e da cui è nata la mia riflessione sull’importanza delle forme architettoniche nei processi comunicativi e sulle modalità con cui l’architettura riesce a comunicare i propri contenuti.

In realtà l’architettura è uno degli strumenti più efficaci di comunicazione visiva.

È a partire della fine dell’Ottocento che l’architettura viene osservata come un mezzo di comunicazione, non intenzionale, ma non per questo meno capace di instaurare un dialogo con gli esseri umani che la usano, la abitano, la vivono.

Nel ‘900 l’architettura diventa supporto fisico alla comunicazione di massa.

Basti pensare l’ Italia durante il Fascismo: la città è un luogo di propaganda in cui l’architettura e le arti applicate trasformano gli spazi urbani. Perciò è più che mai evidente quanto la comunicazione visiva invada le strade della città per parlare alle folle.

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casa del Fascio, Terragni, Como

 

In quest’ottica è altrettanto significativo l’interesse dei designer grafici per l’architettura a partire del secondo dopoguerra. A questi non sfugge lo stretto legame tra il modo di organizzare lo spazio e la commercializzazione dei prodotti.

Ne è un esempio l’azienda Olivetti, una delle prime ad utilizzare gli spazi di vendita come strumento di comunicazione della marca e del prodotto.

Negozio Olivetti di Torino_ fonte: Fondazione Adriano Olivetti

 

Oggi più che mai, in una società in cui il modo di comprare e quello di proporre e vendere prodotti cambiano sempre più rapidamente, si sente il bisogno di trovare nuove soluzioni per la progettazione degli spazi commerciali.

La comunicazione è parte integrante di un progetto creativo di interior design.

Lo spazio di vendita è progettato per comunicare un messaggio chiaro e definito a priori, e per immergere il consumatore in un’atmosfera in cui il prodotto, la comunicazione, il visual merchandising concorrono alla creazione di una storia.

Ogni punto vendita descrive un mondo, che cambia velocemente così come le esigenze e i desideri dello shopper.

Compito dei designer non è solo quello di inventarsi nuovi linguaggi per comunicare con il consumatore, ma soprattutto quello di reinterpretare le sue aspettative progettando degli spazi che possano trasmettere emozioni.

Quindi che si tratti di un edificio da abitare, un monumento, o uno spazio espositivo, il fine dell’architettura è ed è sempre stato quello di comunicare, veicolare un messaggio e suscitare emozioni attraverso il gioco sapiente di forme e colori.